Committente: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Magistrato alle Acque
Periodo: 2009-2011
Luogo: Italia
L’adeguamento degli edifici nell’area dell’Arsenale alle esigenze d’uso e ai requisiti funzionali legati all’insediamento del Polo per la gestione dell’ecosistema lagunare e per la manutenzione del Sistema Mose (il sistema per la difesa delle acque alte) richiede interventi articolati che da, un lato, assicurino elevati livelli di efficienza per le lavorazioni e le attività che vi sono previste e, dall’altro, garantiscano il rispetto della valenza storica e monumentale del complesso demaniale.
L’intervento, il cui coordinamento è stato effettuato dal Consorzio Venezia Nuova e la cui progettazione è stata affidata a Thetis e allo studio di architetti C+S Associati, è stato eseguito sul piccolo corpo di fabbrica denominato "Edificio 62 " situato all'Arsenale Nord e appare esemplificativo di questa filosofia di intervento. E a questo scopo non è rilevante la dimensione ridotta dell’edificio, né la semplicità del contenitore ottocentesco, ma i principi che vi hanno trovato applicazione.Per le scelte compositive, la soluzione progettuale ha cercato di mantenere lo spirito degli spazi arsenalizi: spazi vuoti, occupati temporaneamente dagli oggetti che vi dovevano essere costruiti o riparati, o ancora ospitati per essere dimenticati a seguito di progressi tecnologici sempre più incalzanti. Tutti gli elementi del programma vengono risolti in un solo oggetto, una sorta di “reperto” che trova posto all’interno dello spazio quadrato esistente.
Gli elementi tecnologici vengono ospitati in un piano interrato, in grado di dare risposte ottimali alla localizzazione di impianti speciali per caratteristiche e funzione.
Lo spazio interno non viene occupato da ulteriori terminal impiantistici, avendo il sistema di ventilazione e riscaldamento a tutt’aria con mandata a bocchette lineari continue a ridosso delle murature perimetrali e ripresa sulla sommità del “relitto”.
Le reti interne sono al di sotto di un pavimento galleggiante che favorisce la flessibilità d’uso degli spazi.
Materiali e scelte impiantistiche sono in linea con standard internazionali in materia di risparmio energetico.
Sono previste geosonde e un impianto fotovoltaico in copertura, integrato nei serramenti, per garantire un corretto inserimento architettonico.
A regime, l’edificio verrà poi collegato, con gli impianti centralizzati a servizio dell’intera area. Questi sono basati, per la climatizzazione, su un sistema ad anello ad acqua in grado di integrare fonti diffuse di energia e con recupero di energia dalla fonte rinnovabile che è la laguna; per il ciclo dell’acqua, su un sofisticato sistema di depurazione che garantisce un’elevata capacità di recupero e riuso.

